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1. Investimenti Stranieri Diretti (FDI)
Nel 2006 il commercio con l’estero era pari al 71,5 per cento del PIL nazionale, mentre i proventi delle aziende ad investimento estero ammontavano a circa il 14 per cento del totale delle vendite di prodotti finiti. Su questa base, la Corea si sta impegnando a fondo per sostenere le aziende ad investimento estero. Un buon esempio è l’apertura a Paju, a pochi chilometri dall’area demilitarizzata, del più vasto complesso al mondo per la produzione degli schermi LCD.
Il Governo ha costruito le strade e le infrastrutture necessarie per il funzionamento del massiccio complesso industriale di Paju. Ha dato buoni frutti allentare o eliminare le norme applicate ormai da decenni riguardo allo sviluppo delle aree di confine. Questi e altri provvedimenti sono stati attuati alla massima velocità, segno della volontà e dell’impegno del Governo ad aiutare le imprese straniere a stabilirsi in Corea.
La Corea si aspetta 12,5 miliardi di dollari in investimenti esteri per il 2009, un livello leggermente più alto rispetto ai 12 miliardi previsti per il 2008. Oltre a normali settori quali la finanza e le assicurazioni, si registra da parte degli investitori un crescente interesse per gli impianti di ricerca e sviluppo, per centri logistici e sedi regionali di aziende multinazionali. Vi è anche un notevole interesse per il settore altamente sviluppato dell’elettronica da parte di aziende di produzione di componenti e materiali.
L’attenzione manifestata dagli investitori in questi campi è naturale, considerati i grandi investimenti che ogni anno la Corea stanzia per la ricerca e lo sviluppo, che le consentono di classificarsi regolarmente tra i primi dieci Paesi del mondo. Tale impegno ha dato buoni risultati in molti campi. Per quanto riguarda le domande per l’ottenimento di brevetti internazionali, nel 2006 la Corea si è classificata al quarto posto in termini di pratiche aperte presso l’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (WIPO).
Uno dei punti di forza della Corea sono le notevoli risorse umane. Vi sono più di 100.000 studenti di scienze e ingegneria che si laureano ogni anno. Un numero sempre maggiore di questi studenti proseguono gli studi per conseguire master post-laurea e il dottorato. Per gli investitori questo è l’ambiente ottimale per creare nuovi prodotti e servizi. Un altro punto da prendere in considerazione è che la Corea è il posto perfetto per basare i propri centri logistici o le proprie sedi per la regione asiatica. Vi sono 51 città con una popolazione di un milione o più di abitanti a quattro ore di volo da Seul.
Oltre a essere un potenziale centro commerciale per l’Asia, la Corea ha un altro vantaggio nel fatto che le aziende possono facilmente espandersi sui mercati d’oltremare dopo essersi servite della Corea come piattaforma di prova per i loro prodotti. Già più della metà delle aziende elencate da Fortune 500 hanno una presenza in Corea.
Sottolineando l’importanza dell’investimento per il futuro della nazione, la Corea è determinata a fare tutto ciò che può per soddisfare le necessità degli investitori. Per questo la Corea sta realizzando misure atte a migliorare l’ambiente commerciale nel Paese. Il nuovo Invest Korea Plaza che si è aperto nella zona meridionale di Seul alla fine del 2006 allo scopo di aiutare le attività commerciali sostenute da capitale straniero ad entrare pian piano nel mercato. Questo servizio offre molti servizi rivolti agli investitori potenziali, i più importanti dei quali sono la consulenza in loco a coinvolgimento diretto e l’assistenza come “incubatori” di imprese che iniziano la propria attività in Corea.
L’Invest Korea Plaza è un servizio diretto per gli investitori, con i project manager in loco che offrono assistenza su qualunque argomento, dalla ricerca della migliore ubicazione per gli stabilimenti ai dettagli amministrativi, fino all’assistenza nel fare domanda per tutti i programmi di aiuti e di sovvenzioni statali. Il Governo si sta infatti muovendo per incrementare gli incentivi in modo che le aziende interessate a ricerca e sviluppo nel settore dell’alta tecnologia o le società che intendono trasferire i loro uffici regionali in Corea abbiano un più facile accesso ai fondi disponibili.
Ultimamente la Corea sta concentrando i propri sforzi su due obiettivi: primo, promuovere condizioni di mercato che consentano agli imprenditori di realizzare pienamente il loro potenziale commerciale e, secondo, proseguire fino in fondo nel suo impegno per rendere più semplici gli affari in Corea.
2. La liberalizzazione del mercato finanziario
La strategia della Corea per lo sviluppo dei mercati finanziari si accentra su due iniziative politiche collegate, cioè la liberalizzazione del mercato e l’aumento del mercato. La liberalizzazione del mercato finanziario farà direttamente crescere l’accesso della Corea ai capitali e alle tecnologie straniere, mentre l’aumento del mercato farà migliorare l’efficienza operativa del mercato finanziario.
Un progresso significativo è già stato realizzato nell’attuazione di misure per un’ulteriore apertura del mercato finanziario coreano e per ridurre le barriere all’investimento di portafoglio e all’investimento diretto. L’investimento estero è ora liberalizzato per tutte le industrie, tranne che per quelle che comportano preoccupazioni per la sicurezza nazionale e per considerazioni culturali come i mezzi di comunicazione di massa.
Gli stranieri sono trattati allo stesso modo dei cittadini coreani quando acquistano terreni, sia a scopo commerciale che per scopi non commerciali. Tutti i limiti sull’investimento estero nel mercato obbligazionario e monetario sono già stati eliminati, così come lo è il tetto sugli investimenti stranieri nel mercato azionario. Banche estere e società di intermediazione mobiliare possono anche costituire filiali locali.
Dal 25 maggio 1998 gli investitori stranieri possono comprare azioni di qualunque azienda coreana senza il consenso del consiglio di amministrazione o autorizzazioni governative, fatta eccezione per le aziende del settore della difesa e per le società pubbliche. Gli stranieri possono ora acquistare fino al 50 per cento delle azioni circolanti di alcune società pubbliche.
Gli investitori coreani e stranieri possono effettuare acquisizioni di controllo, comprese acquisizioni ostili di società coreane. Inoltre saranno autorizzate transazioni in valuta estera per qualunque istituto finanziario che abbia determinati requisiti.
Nel maggio 1998 è stato abolito il massimale aggregato per gli investimenti stranieri in azioni ordinarie coreane.
Nel 2002 la procedura di certificazione della Banca di Corea è stata abolita e la quantità di moduli che dovevano accompagnare le transazioni finanziare individuali e societarie è stata ridotta. Nello stesso tempo i movimenti di capitale sono stati maggiormente liberalizzati.
Per rivitalizzare gli investimenti oltremare il Governo ha lavorato sulle liberalizzazioni fin dal 2005. Esempi di questa liberalizzazione sono le facilitazioni riguardanti i regolamenti sull’investimento straniero diretto e l’acquisto di proprietà residenziali all’estero da parte di cittadini coreani. Nel 2006 tutte le transazioni di capitali sono state cambiate dal sistema di licenza a un semplice sistema di comunicazione, spronando la liberalizzazione degli investimenti diretti in patria.
3. Piano di supporto verso gli investitori
Tutte le leggi e le normative relative agli Investimenti Stranieri Diretti (FDI) sono state snellite e inserite in un unico quadro normativo rappresentato dal nuovo Atto per la Promozione degli Investimenti Stranieri (FIPA), che è entrato in vigore nel novembre del 1998. Questo ha consentito agli investitori esteri di usufruire di un servizio con un unico intervento e con un trattamento uniforme.
Sono stati istituiti diversi incentivi, comprese esenzioni e riduzioni delle tasse, al fine di promuovere gli investimenti FDI. Per esempio, le aziende del settore ad alta tecnologia hanno un’esenzione o una riduzione delle tasse societarie e di quelle sul reddito per un periodo di sette anni. Gli immobili di proprietà dello stato possono essere dati in locazione ad aziende a investimento straniero con canoni favorevoli e, in alcuni casi, a costo zero per periodi fino a cinquant’anni. Verrà anche sviluppata una Zona di Libero Investimento (Free Investment Zone) per installarvi investimenti FDI su vasta scala. Il Governo continua a eliminare gradualmente le restrizioni sulle importazioni, riducendo il numero di voci soggette a tariffe doganali.
Il settore dei servizi
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La liberalizzazione del settore dei servizi della Corea è stata difficile a causa delle condizioni di relativa arretratezza del settore. Il Governo ha comunque preso una serie di iniziative unilaterali per giungere a una sua definitiva e completa apertura. Per fare un esempio, oggi l’industria delle assicurazioni sulla vita è completamente aperta agli assicuratori stranieri.
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Le banche estere ricevono un trattamento paragonabile a quello delle banche nazionali. Gli investimenti da parte di stranieri in attività al dettaglio o all’ingrosso sono anch’essi liberi, anche se esistono alcune restrizioni in determinate aree. Il mercato pubblicitario, in passato aperto esclusivamente alle joint-venture con partecipazione straniera di minoranza, è oggi completamente aperto agli stranieri.
I diritti della proprietà intellettuale
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Il Governo riconosce che una protezione rigorosa dei diritti della proprietà intellettuale è essenziale per il benessere tecnologico della nazione e per i rapporti di cooperazione economica con i principali partner commerciali. Di conseguenza, fin dal 1987 il Governo ha istituito delle riforme fondamentali per rafforzare la protezione dei diritti della proprietà intellettuale.
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Nuove normative sul copyright garantiscono una protezione totale sia per le opere straniere che per quelle nazionali. Le garanzie di copyright coprono l’intero arco di vita dell’autore e i 50 anni successivi. Inoltre, la salvaguardia contro le violazioni al diritto della proprietà intellettuale è stata estesa ai prodotti software per computer attraverso una normativa specifica.
Il mercato agricolo
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In Corea, come in molti altri Paesi, la politica agricola deve fare i conti con numerosi ostacoli di carattere sociale e politico di vasta portata che rendono la liberalizzazione del settore una vera sfida.
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La sensibilità della Corea sul tema dell’agricoltura deriva in parte dal fatto che la superficie coltivabile per agricoltore in Corea è soltanto di 1/57 rispetto a quella degli Stati Uniti, situazione che rende impossibile agli agricoltori coreani di essere competitivi come le loro controparti statunitensi. Il Governo coreano si sta, però, impegnando per aprire ulteriormente il mercato agricolo interno. Questi sforzi sono accompagnati da continue iniziative statali per rafforzare la competitività del settore agricolo della Corea.
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Nel dicembre del 1988 il Governo ha costituito una commissione per riorganizzare i programmi di liberalizzazione delle importazioni di prodotti agricoli fino al 1991. Questa revisione dei programmi ha contribuito ad ampliare la portata della liberalizzazione e ad accelerare l’apertura del mercato. Inoltre, durante gli incontri del GATT (Accordo Generale sulle Tariffe Doganali e sul Commercio Estero) sui prodotti agricoli tenutosi in Uruguay, la Corea si è impegnata ad agevolare l’ingresso nel proprio mercato di numerosi prodotti agricoli stranieri.
4. Un centro logistico di classe mondiale
L’aeroporto internazionale di Incheon, aperto nel marzo 2001, è dotato di strutture avanzate e offre ai suoi utenti un’efficiente rete di collegamenti. Con la sua posizione strategica, il nuovo aeroporto diventerà in futuro un importante centro logistico per i trasporti nell’Asia nord-orientale. Fra i progetti di ampliamento dell’area aeroportuale vi è quello di creare una zona di libero scambio, un centro internazionale d’affari e una zona economica speciale.
A partire dalla sua apertura nel marzo del 2001, l’aeroporto internazionale di Incheon ha registrato un continuo aumento nel volume delle merci trasportate. Nel 2006 ha trattato 2,34 milioni di tonnellate di carico aereo internazionale, diventando così il secondo aeroporto del mondo in termini di volumi di carico aereo.
Le navi porta-container provenienti dalla Corea seguono le rotte marittime internazionali dirette verso i porti dell’America del Sud e del Nord, dell’Europa, dell’Australia, del Medio Oriente e dell’Africa. Navi di linea, navi da crociera e navi miste passeggeri-merci straniere fanno spesso scalo nei porti coreani.
Anche il volume delle merci movimentate nei porti è aumentato in modo costante, passando da 11,89 milioni di TEU (unità equivalenti a container di venti piedi) nel 2002 a 17,48 milioni di TEU nel 2007, con l’espansione delle attrezzature portuali e un aumento della produttività grazie alle migliorate capacità di carico del nuovo porto di Busan, del porto di Gwangyang e del porto di Incheon.
In particolare il porto di Busan nel 2007 ha movimentato 13,26 milioni di TEU, piazzandosi al quinto posto al mondo per quattro anni consecutivi per volume di container movimentati.
Il materiale informativo sull'economia coreana è del KOIS.